DELIBERA COMUNE DI CERVARA (LETTERA DEL PRESIDENTE FNATI)

Al Comune di Cervara di Roma

In persona del Sindaco del Consiglio Comunale

Del Segretario Comunale

Cervara

diroma.comune@legalmail.it

E

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ufficio rapporti Regionali

affariregionali@pec.governo.it

 

Al Prefetto di Roma

pec protocollo.prefrm@pec.interno.it

 

Alla Regione Lazio

pec agricoltura@regione.lazio.legalmail.it

avvocatura@regione.lazio.legalmail.it

 

Procura Presso la Corte dei Conti Lazio

pec lazio.procura@corteconticert.it

 

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma

Pec penale.ca.roma@giustiziacert.it

 

Oggetto: richiesta revoca delibera comune di Cervara di Roma n° 40 del 30 novembre 2018 pubblicato all’albo pretorio del Comune in data 09/01/2019

Egr. sig. Sindaco e sig.ri Consiglieri.

 

Ho estratto dal vostro sito, Albo Pretorio, la delibera n° 48 del 30/11/2018 con cui avete approvato il regolamento per la “ricerca e la raccolta di tartufi” nel vostro comune.

Come sempre accade in questi casi, la motivazione proposta è quella della tutela del territorio tartufigeno e del tartufo. In realtà l’obiettivo effettivo sembra quello di “fare reddito” da soli senza “intrusi”. La tutela, si fa in ben altra maniera: pulizia dei territori, limitazione dei selvatici e in particolare previsione di tagli o diradamenti boschivi in maniera mirata e con protocolli “tartufigeni”.

Per inciso, nella parte finale della delibera risulta che la stessa sia stata esposta all’albo pretorio dal 9/01/2019 al 24/01/2019 “senza reclami pertanto esecutiva” Oggi è 21 gennaio 2019!

 

È doveroso comunque entrare nello specifico delle norme della legge 752/85 e della L.R. Lazio 82/1988.

– Non si rinviene in alcuna norma, Nazionale o Regionale, la possibilità per i comuni di modificare e/o derogare le norme di cui alla Legge 752/85 e Lr Lazio 82/88. Quindi il Comune di Cervara di Roma non aveva e non ha alcun potere di riservare il proprio territorio, di imporre quantitativi di raccolta differenti e tantomeno di imporre Maggiori e differenti oneri in ragione della residenza o meno dei soggetti per la ricerca e raccolta del tartufo, contrariamente a quanto già previsto dalla legge regionale del Lazio.

 

Essendo materia riservata e/o concorrente tra Stato e Regione.

– Sola la norma Regionale, in virtù del rinvio legislativo deve emanare le regole per il rilascio del tesserino ex art. 5 L. 752/85 può variare il calendario di raccolta, la modalità di raccolta e le regole di vigilanza ex art. 6 L. 752/85; nonché può determinare, la Regione, la misura delle sanzioni in merito a determinate violazioni ex art. 18 L. 752/85.

 

Invero, è da sottolineare che alcune norme contenute negli articoli della legge regionale Lazio 82/88 risultano essere contrastanti con i dettati delle norme nazionali. Norme che seppur di dubbia effettività non lasciano spazio a regolamenti di enti come comuni.

 

Inoltre, in un tale comportamento si potrebbe ravvisare una violazione costituzionale dell’art. 41 per violazione della libertà economica.

Oltre la violazione costituzionale dell’art. 41 sono violate a mio giudizio, ovviamente, altre norme di pari rango. Mi riferisco alla libertà di circolazione delle persone di cui all’art. 120 (ed è riferito alle Regioni figuriamoci se un Comune può impedire l’accesso ad un cittadino italiano). Al diritto al lavoro di cui all’articolo 1. (Se io sono un cavatore professionista, con tanto di attività e partita IVA, non posso esercitare la mia professione perché un consiglio comunale mi impedisce di entrare nel proprio comune). Infine, e non per importanza, la violazione della riserva di legge. Un Comune che istituisce sanzioni è una palese violazione dell’articolo 23 della Costituzione. L’art. 23 della Costituzione prevede che nessuna “prestazione patrimoniale o personale può essere imposta se non in base legge” e i comuni non sono produttori di norme di rango legislativo.

Queste semplici riflessioni preliminari dovrebbero portare alla revoca immediata della delibera n° 48 in questione.

 

In virtù di quanto esposto Vi esorto con estrema cortesia a rivedere la vostra posizione, augurandomi che possiate annullare definitivamente la delibera. Prima di inviare la richiesta di intervento a tutte le autorità competenti perché vaglino tutti i profili, attendo fiducioso la Vostra risposta. Risposta che dovrà avvenire in termini brevissimi posti i termini per il ricorso al giudice amministrativo.

 

Orsogna, 21/01/2019

Dott. Fabio Cerretano

(Presidente FNATI)